mercoledì 25 ottobre 2017
lunedì 23 ottobre 2017
L'angolo della poesia
TRAMONTO
di Chiara Iacuzzo
Il cielo come sfondo,
tardi al tramonto,
sul letto del mondo
come in un romanzo.
Io e te su un prato
stesi a guardarlo,
tu affascinato dai caldi colori
ed io persa nei tuoi azzurri occhi.
Nel frattempo il cielo cambia colori
da rossastri diventano blu
come le onde del mare,
le stelle iniziano ad illuminare tutto questo buio
I nostri occhi riflettono come trasparenti specchi questo momento
e nel mentre noi ci abbandoniamo in un tenero abbraccio.
INVERNO
di Alessandra Verace
Inverno: attendo con ansia il tuo ritorno.
Le fiamme rosse dei tuoi camini bruciano la legna,
gocce di resina si versano sopra i carboni ardenti.
Mi regali bei ricordi mentre,
avvolta nello scialle,
ammiro la tua veste: grigia e cupa.
Eppure, in questi malinconici momenti,
il mio cuore si colma di gioia
nella consapevolezza del tuo arrivo
Letteratura italiana
L'Infinito di Giacomo Leopardi
visto da Miriam Rago
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
L'infinito, un "naufragar" di emozioni che si manifestano in ognuno di noi, uno stato d'animo che rispecchia il più delle volte i nostri punti deboli scatenando mille sensazioni che vanno dalla felicità alla nostalgia. Giacomo Leopardi preferiva esprimere così le proprie emozioni, un'arte senza confini di immaginazione e senza età. Un emozione infinita.
visto da Miriam Rago
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
L'infinito, un "naufragar" di emozioni che si manifestano in ognuno di noi, uno stato d'animo che rispecchia il più delle volte i nostri punti deboli scatenando mille sensazioni che vanno dalla felicità alla nostalgia. Giacomo Leopardi preferiva esprimere così le proprie emozioni, un'arte senza confini di immaginazione e senza età. Un emozione infinita.
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